
sabato, 23 febbraio 2008
L'alba ormai era quasi alle porte.
Lothaire fece ritorno a cavallo alla locanda, dove recuperò i suoi effetti e scombussolato dalla lotta nottorna, riprese immediatamente il viaggio.. ora più sicuro che mai. La via per la Contea era troppo lunga e faticosa. Decise, dunque, di intraprendere una via più breve attraverso i Boschi dell'est che l'avrebbero condotto direttamente ai boschi mensionati da Elizabeth nel suo biglietto.
A sella del destriero nero, trascorse l'intera giornata viaggiando. Non pose pause al tragitto, ne si preoccupò di sfamarsi per il giusto necessario. Il suo unico scopo era raggiungere al più presto il palazzo e inticipare l'arrivo del re. C'erano delle persone sconosciute da salvare e mille domande sulla faccenda continuavano ad alternarsi nella mente. Giunto il tramonto finalmente decise di fermarsi e riposare per qualche ora. Sulle sponde di un laghetto trovò sistemazione e, abbastanza stanco, recuperò del pesce dall'acqua dolce. Mangiato quel poco che era riuscito a recuperare, calò nel sonno più profondo sull'erba tiepida accanto al destriero e per tutta la notte dormì pesantemente.
Fu una piacevole e laggiadra voce a svegliare Lothaire da quella stanchezza. Una strana melodia giunse al suo udito alle prime luci dell'aurora e titubante rimase ancora in terra per qualche minuto per realizzare la situazione. Si mise seduto e incominciò ad osservarsi intorno. Il cavallo, sereno, si trovava sulla riva del lago a bere e sembrava non udisse quella meravigliosa litania. Alzatosi decise dunque di seguire la via da dove quel suono perveniva e giunto nei pressi delle cascate, tra un arbusto e un altro, scorse una donna senza veli, sulla scogliera, inumidirsi nell'acqua cascante.

Darklymph
L'Ultimo Creatore Darklymph
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domenica, 03 febbraio 2008
L'uomo baffuto si allontanò, e Lothaire entrò nella sua stanza. Era in penombra, l'arredamento era povero, giusto l'indispensabile, un letto, un bagno e una finestra che si affacciava sul vicolo della via principale. Pensava all'invito dell'uomo baffuto, ma doveva riposare e poi aveva un compito preciso da svolgere nell'ombra e scendere in mezzo a tutta quella gente non sarebbe stato prudente. Si sedette sul letto, e col volto rivolto verso il basso riavvolgeva tutti i pensieri, le immagini, le emozioni accadute in quei giorni. Si stese sul letto, chiuse gli occhi e cominciò a rilassarsi.
Il silenzio della notte soffocò ogni minimo rumore, una fitta nebbia faceva da contrasto al buio tetro. A rompere il silenzio furono degli zoccoli di cavallo, che correvano, e si interruppero proprio nei pressi della locanda. Si sentì un forte rumore, la porta era stata sfondata ed erano entrati 4 cavalieri avvolti da un armatura scura ed un mantello nero. Il proprietario della locanda si precipitò al piano di sotto per capire cosa era stato quel rumore, ma sobbalzò alla vista di quei 4 cavalieri che non promettevano niente di buono:
"Chi siete?" Domandò con tono sorpreso e teso
Uno dei 4 cavalieri facendo un passo avanti rispose:
"Avete fatto affittare una delle vostre camere ad un uomo che aveva addosso un cappotto nero?"
"Si... perchè lo state cercando?"
"In quale stanza si trova?"
"Primo piano, terza porta a sinistra..."
I cavalieri cominciarono a dirigersi verso le scale per salire, ma l'uomo baffuto li fermò mettendosi tra loro e le scale:
"Non potete salire senza presentarmi un documento di permesso!"
Il cavaliere estraette la spada, e lo infilzò ferendolo a morte. Salirono di sopra, sfondarono la porta che le era stata indicata dal proprietario della locanda, si avvicinarono al letto dove riposava Lothaire, e cominciarono ad infilzare il corpo più volte tutti e 4, ma dal corpo invece di uscire sangue, cominciarono ad uscire piume, stavano infilzando un manichino. Sorpresi e infastiditi si guardarono attorno, e notarono la finestra socchiusa, e sentirono subito dopo il verso dei loro cavalli, e capirono che l'uomo la quale cercavano cercava di rubarli. Scesero di corsa sotto, ma i cavalli erano ormai messi in fuga. Si guardarono attorno non sapendo che fare, finchè nel silenzio di tomba che riempiva l'aria un fischio seguita da un gemito la interruppe. Una freccia partita da una ignota direzione si conficcò nella testa di uno dei 4 cavalieri uccidendolo. Tirarono fuori le spade gli altri 3 guardandosi con aria nervosa intorno. Ancora un silenzio di tomba, ancora un altro fischio ancora susseguito da un altro gemito, quello di un altro cavaliere che cadde morente al suolo. Il terrore dei cavalieri rimasti saliva di secondo secondo, tra l'altro c'era anche la nebbia che copriva tutto il campo visivo nell'arco di 10 metri. Ancora silenzio di tomba, ma stavolta a interrompere il silenzio fu il rumore della corsa di un cavallo che correva nella loro direzione, videro nella nebbia la sagoma del cavallo che si avvicinava sempre di più, finchè non sbucò davanti a loro senza il minimo accenno di fermata, i cavalieri lo evitarono con un tuffo e si girarono a fissare ancora il cavallo che tirava dritto, e in quel preciso istante il suono filante di una spada tagliò l'aria, un colpo, il cavaliere si girò verso il suo compagno e gli vide uscire sangue dalla bocca, capì immediatamente che era stato ferito a morte, e si guardò subito attorno, vide solo una sagoma nera sparire nella fitta nebbia...
Ancora silenzio. Dopo qualche istante si sentirono dei passi, e l'unico cavaliere rimasto scorse la sagoma di un uomo nella nebbia:
"Eseguite gli ordini del re senza avere nessuna documentazione su cosa andate incontro..." disse l'uomo avvolto nella nebbia
"Affrontami faccia a faccia! Affrontami lealmente!" urlò timoroso il cavaliere correndo verso quella sagoma. Ma si fermò perchè la sagoma era sparita. Tutto di un tratto si sentì trafiggere dietro la schiena, e cominciò ad uscirgli sangue sia dalla bocca che dalla pancia dove gli era sbucata la lama, gemeva senza sapere che dire in quei ultimi momenti che gli erano rimasti.
"Questo è per il proprietario della locanda, non offro nessuna lealtà a chi non se lo merita, ora sai che io ricambio con la stessa moneta le persone spregevoli come te, affinchè possano capire quanto siano spregevoli loro stessi."
Lothaire tirò indietro la spada, facendo cadere il corpo senza vita del cavaliere al suolo. Se ne andò verso uno dei cavalli che aveva nascosto a qualche decina di metri:
"Almeno ora ho un cavallo a disposizione."
L'Ultimo Creatore VanSoul
ha parlato con Antrax alle 15:58
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domenica, 06 gennaio 2008
Dato l'ultimo addio all'amata Elizabeth, l'uomo dal manto nero si mise in cammino verso la contea. L'aria si era poco riscaldata e la pioggia aveva smesso di scendere dalla notte precedente. Il sole stava tramontando regalando un paesaggio irreale all'orizzonte. L'imbrunire era alle porte e attraversare la selva con l'oscuro non era sicuro. Pensò dunque, dopo due ore di tragitto, di riposare in una delle locande che anticipavano la contea. La prima che vi si trovò davanti aveva un aspetto umile, ma pulito. Decise di entrare. Un nuvolone di fumo sormontava il soffitto all'entrata dell'ostello. All'interno vi era molta gente del luogo. Al suo passaggio tra i tavoli chiunque smetteva di parlare o fare ciò che stava compiendo, per fissarlo. Il suo aspetto forse attirava particolarmente l'attenzione. Soprattutto quello delle donne cameriere o per passatempo sedute ai tavoli e al bancone. Un pò la timidezza lo colpì, ma lasciò allontanare quel patetico sentimento dal suo volto. Giunto in prossimità di uno sgabello, tutti tornarono ai loro piaceri. Un uomo paffuto, dal baffo incoltò chiese se prendeva qualcosa. "Un posto dove passare la notte, se è possibile" Rispose. "Mi segua" proseguì il locandiere. L'uomo uscì da dietro il bancone e si diresse su per le scale. Giunsero davanti alla porta di una stanza al piano superiore. "Sono 4 fiorini a notte. Con colazione, pranzo e cena aumenta di 7" commentò l'uomo. "Oh, no! La ringrazio. Ecco i 4 fiorini per questa notte. Domani dovrò rimettermi in viaggio" Concluse. Il locandiere tirò fuori la chiave da una delle tasche aprendo la porta. "Fino a mezzanotte di sotto ci sarà baldoria. Le conviene scendere e stare in compagnia. Dormire le sarà impossibile".
"Si, certo grazie. Sarò dei vostri". Disse con tono imbarazzato Lothaire.
Darklymph
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venerdì, 21 dicembre 2007
Le immagini che scorrevano come flash davanti ai suoi occhi finirono con due ultime immagini, due volti...
Quei volti, erano familiari...ma certo! Erano le faccie, di quelle due persone che aveva sognato... Francòis e Serenity!
"Che strano..." pensava l'uomo dal manto nero, era solo coincidenza o c'era qualcosa che andava oltre al semplice caso?
Prese la sfera di cristallo e la mise dentro una sacca scucita per portarla con se, intanto continuava a cercare tra le macerie. Notò una collana vistosa che spuntava sotto un cumulo di mattoni, era la collana di Elisabeth. Preso dalla paura e dalla disperazione, cominciò a togliere i mattoni uno per uno, e dopo qualche minuto scoprì con profondo dolore il corpo senza vita di Elisabeth. Tirò il corpo fuori dalle macerie, e lo stese vicino alla struttura crollata. Pianse affianco al corpo, gridando più volte il nome della defunta.
Il sole tramontava all'orizzonte, e l'uomo aveva appena finito di scavare la tomba di Elisabeth in un campo verde e fiorito vicino al villaggio. Mise il corpo delicatamente nella buca, e notò che il cadavere stringeva nelle mani un foglietto:
"Sapevo che mi avresti trovata, e sapevo che mi avresti seppellito in quel campo verde dove amavo trascorrere le mie ore di tranquillità, mi dispiace non essere riuscita a sopravvivere, vuol dire che la mia ora era ormai giunta. Devi compiere l'ultimo favore che ti chiedo, segui la strada della contea e poi svolta a destra prendendo la strada del bosco, è una scorciatoia per anticipare i giustizieri del re, arrivato nel posto avrai due massimo tre ore per compiere il tuo dovere, quando sarai li riconoscerai le persone che devi salvare e troverai le risposte per raggiungere lo scopo di questa ultima missione che ti chiedo. Grazie per la sepoltura. Ci rivedremo un giorno..."
Letto il biglietto di Elisabeth, una gran confusione pervadeva in lui, l'unica cosa che sapeva era quella di compiere l'ultimo favore alla sua cara amica.
Dopo aver coperto la buca di morbida terra, la circondò di pietre bianche con dei fiori al centro, chiuse gli occhi per qualche istante, la salutò e...cominciò a correre...
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ha parlato con Antrax alle 15:41
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martedì, 04 dicembre 2007
Solo Elizabeth era in grado di svelargli cosa quel sogno nascondesse. Chi fosse Serenity, cosa rappresentasse quel luogo e, soprattutto, cos'era che doveva ricordare. Il cielo era cupo e buoio. Il villaggio sembrava completamente distrutto. Macerie e rovine gli passavano accanto e nessuna forma di vita era presente nei paraggi. Cos'era successo? Dov'erano tutti? Perchè quelle piccole fiamme avevano preso vita? Perchè le case, la piazza e tutto il resto erano distrutti? Cosa stava accandendo? Nulla era più come prima. Da quella notte ogni cosa aveva preso un'altra forma, un'altra piega, un strada assurda, pericolosa e orribilmente sanguinaria. Cadde in terra. Non riuscì a mantenere le lacrime. Si sentì perso di fronte a tanto sgomento e rimase in ginocchio per ore, in silenzio, in attesa e alla ricerca di un segnale.. un qualcosa che gli dasse spiegazione o per lo meno, un motivo su ciò che doveva fare. Preso dallo sconforto si avvicinò alla carovana che per tanti anni era stata dimora della cara e gioiosa Elizabeth. Vi entrò dentro con fatica, ostacolato dalle travi e i tendaggi distrutti e in terra gettati. Il tavolino però sembrava intatto. Ancora ricoperto dalla morbida e vellutata stoffa bordeaux su cui vi era la sfera magica. La sfera che aveva dato possibilità di vivere a Elizabeth nel mestiere di chiromante. Sedette su di uno legno caduto e rovesciatosi li accanto da chissà dove. Lasciò cadere il capo sulla calda stoffa, ormai distrutto e affaticato e strinse tra le braccia la lucida palla magica. Quella d'un tratto s'illuminò lasciandolo esterefatto. Sembrò che sulla superficie un'immagine si creasse e velocemente decine di luoghi, anime, volti, palazzi attraversarono quel vetro...

Darklymph
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domenica, 25 novembre 2007
Udite le parole di Serenity, Francòis si mise ad osservare il posto che lo circondava, in realtà quel posto gli trasmetteva una certa famigliarità, ma rispose:
"No...non mi è famigliare"
Serenity gli rispose, avendo capito che le stava mentendo:
"Strano, questo è uno dei posti il quale trascorrevi un bel pò di tempo con le tue manie per l'alchimia..."
Francòis non capì più nulla, era tutto così assurdo per lui. Serenity si accorse della confusione di Francòis, così si avvicinò a lui, gli prese dolcemente le mani e guardandolo negli occhi le disse:
"Qualcuno è contro di noi, e quel qualcuno ti ha tolto la memoria in qualche maniera, tu devi ricordare per aiutarci"
Appena finita la frase, tutto si illuminò, le ombre della casa si ritirarono fino a scomparire, tutto scomparve, tutto divenne bianco lucente...
Buio, terra e radici...
"Era un sogno....."
"Chi era Francòis? Chi era Serenity? Cosa significava ciò?"
"Maledizione! Mi sono addormentato!"
E l'uomo dal lungo cappotto nero ricominciò a correre freneticamente. La notte ormai era morente, e qualche debole chiarore nel cielo cominciava a notarsi.
"Sono quasi arrivato...Eccomi"
La fitta boscaglia, davanti a lui si era smaltita, e se la lasciò alle spalle, arrivò in un villaggio semidistrutto, il culmine della distruzione era ormai passato, giusto qualche fiamma viveva ancora tra la distruzione delle strutture.
Attorno le macerie giacevano scene di morte, l'uomo cercava qualcuno in preda alla disperazione:
"Elisabeeeeeeeeeth! Elisabeeeeeeeeeeeeeth"
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ha parlato con Antrax alle 19:32
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domenica, 11 novembre 2007
Francois rimase immobile, nell'attesa che la giovane donna dicesse qualcosa.. ma nessuna parola osò uscire dalle sue carnose labbra per qualche attimo. A rompere il silenzio fu Serenity quando invitò Francois a seguirla. Lui, inaspettatamente, si alzò dall'enorme sedia in legno intagliato su cui sedeva. Serenity prese in mano uno dei lumi ad olio che vi si trovavano in quel salone e lo portò con se. Giunti in una accoglievole, ma allo stesso tempo tenebrosa camera, si fermarono di fronte ad un libreria stracolma di libri. Con grande sorpresa e incredulità di Francois, la donna delicatamente ruotò in senso antiorario la statutatta di un gufo impagliato che vi si trovava. Come per magia la libreria incominciò a muoversi ruotando per novanta gradi fino a formare una croce con la parete. Dal lato sinistro vi comparve un vuoto nelle mura che dava per delle lunghe scale a chiocciola. "Scendiamo.." Dissè Serenity e si apprestò ad attraversare la parete. Francois con un senso di terrore, ma anche di forte curiosità, esitando incominciò a camminare e una volta uscito dalla stanza, la libreria alle loro spalle, si chiuse violentamente. Sobbalzò. Scesero al lungo per quel cunicolo umido in pietra. Le scale erano poco consumate, ma rovinate comunque dal tempo. Giunsero infine in un luogo strano e poco illuminata da vari candelabbri alti. Una scrivania di enormi dimensioni colpiva all'occhio, piena di libri, fogli, calamai e documenti. Dalla parte opposta un tavolo ricoperto di ampolle, boccette, provatte e vari intrugli dai colori ambigui. Macchinari, libri, enciclopedie e pozioni non esitavano a mancare. "Dove siamo?" chiese allora Francois. "Tu sei il prescelto, mio Caro... non ricordi questo luogo?"
Darklymph
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ha parlato con Antrax alle 11:47
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mercoledì, 31 ottobre 2007
Aspettò qualche istante per vedere la porta aprirsi. Si aprì lentamente, cigolando, dall'interno non fuoriusciva nessun raggio di luce, se non quello di qualche candela, il tutto avvolto dall'interno oscuro della casa. Aperta del tutto la porta, apparve una ragazza graziosa, era vestita da un abito nero lungo ed elegante, che in certi tratti della veste presentava degli strappi, ai piedi portava degli stivali neri a tacco basso, sul collo una collana di perle lucenti viola, la maggior parte del volto era coperta dai suoi lunghi capelli castani, aveva occhioni marroni e timide labbra.
Invitò Francois nella sua umile dimora:"La prego, entri pure"
Francois senza aprire bocca entrò dentro la casa di questa misteriosa ragazza, era tutto buio, l'unica fonte di luce che illuminava la casa erano della candele poste sopra un lungo tavolo, coperto da una tovaglia color rosso rubino.
"Siete affaticato, si accomodi pure signor Francois..."
Francois spalancò gli occhi appena udite quelle parole, il cuore cominciò a battere vorticosamente, si sentì teso, tutta questa reazione venne creata da un unica domanda che cominciò a porsi freneticamente:"Come fa a conoscere il mio nome?"
Si sedette a una delle sedie che c'erano intorno al tavolo con molta lentezza, sempre la stessa domanda sbatteva di qua e di la nella sua testa senza smettere. La donna rimase in piedi a 2 metri da lui, e lo guardava con occhi di ghiaccio, e ciò gli creava una grande tensione, mentre la ragazza sembrava stare a suo agio, seguì qualche istante di silenzio riempito da sguardi differenti fra di loro, finchè francois prese coraggio e dopo un sospiro disse:"Come fai a conoscere il mio nome?"
La ragazza sorridendo gli rispose:"So molte cose di te caro Francois"
Francois rimase in silenzio, quasi ipnotizzato da quella risposta, finchè la ragazza aggiunse:"E' scortesia non presentarsi, perdonami...il mio nome è Serenity"
L'Ultimo Creatore VanSoul
ha parlato con Antrax alle 18:09
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martedì, 23 ottobre 2007
Un lampo illuminò il volto di François. Un tuono seguì precipitosamente e la pioggia esplose lavando via il sangue che ormai gocciolava. Era sfinito. Le gambe venivan sempre meno e l'affanno aveva raggiunto l'apice. D'un tratto una casupola malandata comparve di fronte ai suoi occhi. Era identica a come gli era apparsa in sogno. Una luce, si accese dentro la casa, esaltando i vetri appannati della piccola finestra che dava da quella facciata. Non sapeva che senso avesse quel luogo, chi nascondeva quell'ambigua dimora, cosa cercasse così affannosamente nella notte. Ma il richiamo non cessò di attirarlo. Si avvicinò lentamente e con caultela. Il cuore batteva forte in petto. Tum, tum, tum e sempre più forte. Giunse sull'uscio. Un portone di immense dimensioni, in legno intagliato, lo divideva dalle infinite domande, che ormai da tempo affligevano la sua mente. Prese coraggio e bussò.

Darklymph
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ha parlato con Antrax alle 18:01
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venerdì, 19 ottobre 2007
"Anf...anf", correva per le vie oscure del bosco, avvolto dal suo lungo cappotto nero che si graffiava come la sua carne tra i rami secchi degli alberi, sotto un cielo dal manto tranquillo, ma quel luogo...quel bosco faceva rabbrividire, qualcosa di grave era accaduto per mettergli tutta questa spietata fretta di raggiungere una meta al più presto possibile...
Le gambe erano stanche, era sfinito non ce la faceva più, e cadde senza forze per terra, tra terra fresca e radici di alberi, l'affanno era notevole, i polmoni quasi non prendevano abbastanza ossigeno, il corpo, i muscoli gli dicevano di riposarsi, di restare li, era attratto da questa a lui folle opzione...
"Non posso fermarmi...non posso"
Pronunciando queste parole, si alzò lentamente e ricominciò questa straziante corsa, con del sangue che gli colava dagli zigomi e dalle mani per via dei rami che avvolgevano il luogo che stava attraversando, qualcosa era accaduto, e lui doveva essere li il più presto possibile, questione di vita o di morte...
L'Ultimo Creatore VanSoul
ha parlato con Antrax alle 17:09
Fili di Fuoco: commenti (10)

† Van †
Van è una creatura oscura, a tratti cattiva con se stessa... ma chi lo conosce bene dice che dentro se alberga un'immensa luce. Il suo unico obiettivo, in questo distruggente viaggio, è trovare la luce una volta per tutte...
† Darklymph †
La Linfa Oscura che ormai da tempo sorvola questa dimensione, in volo verso le tenebre... destinata a questo mondo... in cerca della beata vita.
† Note dell'anima †
† Scatti del tempo †
† Suoni del silenzio
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore_
Jacques Prevért
† Sogni in musica †
† Chiave di violino †
† Canto di un sussurro †
NOTE DIMENTICATE
Oscuri Deliri Notturni
La casualità del trascrivere pensieri in un mondo libero... privo di schemi, regole, o trame. Racconti che si susseguono, uno dietro l'altro, per dare un senso a ciò che precede. Tutto ciò che vien lasciato, non riferisce a esseri o oggetti prescelti in questo viaggio. E'un semplice raccontare, nato dalla nostra sognatrice mente.
† La storia †
Si narra di un uomo in cerca del ricordo perduto, vittima di un sogno avvolto nel mistero e nell'oscurità del suo passato. Spinto dall'amore, dal tormento e dalla sofferenza, attraverserà l'ignoto per ricordare il suo vissuto e sfiorare la passione.
† I personaggi †
- Lothaire: protagonista
- L'alchimista: l'oscuro mago della foresta nel sogno (Capitolo 1_Parte 4°)
- Serenity: la donna rivelatrice dei sogni (Capitolo 1_parte 3°, 4°, 5°)
- Elizabeth: la defunta chiromante (Capitolo 1_parte 6°, 7°)
SILENZI
† Note erranti †
Hanno suonato in questo auditorium
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artisti erranti.
† Pentagramma †
† Scatti del tempo †
† Semplici note †
† Ricordi del tempo †
oggi
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
† Sussurri di suonatori †
utente anonimo in Capitolo 1, parte 10...
† Link †
One day I'll fly away... L'encre infini Gli urlatori Principessa addormentata La fabbrica delle ricette di WillyWonka Mondo decadente... Florida follia Nicolas De Lefent To live is to love the pain Shouted noted of a dreamer Dimensione di mondi paralleli DarkseeLINK NON DI SPLINDER
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